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Come educare il proprio cane, i consigli

Educare il proprio cucciolo non è un dovere, ma un modo per instaurare insieme a lui una sincera relazione e creare una convivenza armoniosa all’interno della famiglia.

La fase di apprendimento in cui il cane recepisce più facilmente parte dal 60° giorno di vita, in cui il cucciolo inizia ad esplorare ed a conoscere stimoli nuovi ed a socializzare col proprio padrone. 

Quando il vostro cucciolo fa una monelleria, bisogna bloccarla subito, o con un battito di mani o con un “NO!” secco e deciso; inoltre quando capita che il cane abbai per attirare la vostra attenzione, dovete rimanere indifferenti per dimostrargli che la sua azione non ha avuto effetti positivi. 

La prima cosa che un cucciolo deve imparare è il suo nome, più sarà corto, più gli sarà semplice memorizzarlo. Utilizzate un tono basso e deciso, chiamandolo sin dai primi giorni sempre con lo stesso nome, ricompensandolo con un premio ed incoraggiandolo a collaborare con voi. 

Il premio è un segnale di approvazione dopo un’azione corretta, ma non deve diventare un vizio, altrimenti il cane compierà quella determinata azione soltanto perché in cambio si aspetta il “biscottino”. Inoltre bisogna evitare di premiare il cucciolo in situazioni particolari come quando è spaventato o troppo agitato, poiché capirà che per essere considerato dovrà comportarsi in quel modo. In questo modo otterrete esattamente l’effetto opposto di quello sperato.

Se abituerete il vostro cucciolo sin da piccolo alle buone maniere, vi ritroverete al vostro fianco un adulto educato che potrete portare orgogliosamente sempre con voi.

Il Cane da compagnia e il benessere personale

La figura del cane è sempre associata a quella dell’uomo, sia come suo migliore amico che come padrone. Lo stesso legame che si crea quando una madre da alla luce un bambino lo da l’animale domestico quando inizia a fare parte della famiglia.

Il cane ripone la sua fiducia nel padrone e infatti riconoscerà l’odore e lo memorizzerà per sempre. Vari studi ritengono che i cani provino le stesse o simili emozioni che prova l’uomo, per esempio è ampiamente dimostrato che il pianto è un meccanismo di dispiacere e delusione del tutto simile a quello umano.

Gli animali domestici, in particolare modo i cani ma anche i cavalli, vengono ampiamente utilizzati negli IAA ovvero Interventi Assistiti con gli Animali. I cani riescono a svolgere il ruolo di mediatori nei processi terapeutico-riabilitativi ed educativi.

Sono numerose le prove scientifiche che dimostrano l’efficacia della Pet-Therapy con l’utilizzo di animali da compagnia. Gli IAA si rivolgono in particolare modo alle categorie più fragili di persone, come per esempio malati, bambini, anziani o persone con disabilità.

L’atto di prendersi cura di un altro essere vivente aumenta il senso di responsabilità dell’individuo e migliora il suo carattere. I bambini ne beneficiano anche dal punto di vista psicologico e motorio e sviluppa una capacità empatica nel soggetto.

Molti studi ed articoli approfonditi parlano di questa tematica, secondo noi un cane aiuta a diventare persone migliori!