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Come educare il proprio cane, i consigli

Educare il proprio cucciolo non è un dovere, ma un modo per instaurare insieme a lui una sincera relazione e creare una convivenza armoniosa all’interno della famiglia.

La fase di apprendimento in cui il cane recepisce più facilmente parte dal 60° giorno di vita, in cui il cucciolo inizia ad esplorare ed a conoscere stimoli nuovi ed a socializzare col proprio padrone. 

Quando il vostro cucciolo fa una monelleria, bisogna bloccarla subito, o con un battito di mani o con un “NO!” secco e deciso; inoltre quando capita che il cane abbai per attirare la vostra attenzione, dovete rimanere indifferenti per dimostrargli che la sua azione non ha avuto effetti positivi. 

La prima cosa che un cucciolo deve imparare è il suo nome, più sarà corto, più gli sarà semplice memorizzarlo. Utilizzate un tono basso e deciso, chiamandolo sin dai primi giorni sempre con lo stesso nome, ricompensandolo con un premio ed incoraggiandolo a collaborare con voi. 

Il premio è un segnale di approvazione dopo un’azione corretta, ma non deve diventare un vizio, altrimenti il cane compierà quella determinata azione soltanto perché in cambio si aspetta il “biscottino”. Inoltre bisogna evitare di premiare il cucciolo in situazioni particolari come quando è spaventato o troppo agitato, poiché capirà che per essere considerato dovrà comportarsi in quel modo. In questo modo otterrete esattamente l’effetto opposto di quello sperato.

Se abituerete il vostro cucciolo sin da piccolo alle buone maniere, vi ritroverete al vostro fianco un adulto educato che potrete portare orgogliosamente sempre con voi.

Comportamento: Comunicare con il Cucciolo

La comunicazione tra uomo ed animale avviene attraverso tre livelli: le parole, il tono ed il ritmo della voce, la postura, i gesti e la mimica. 

La comunicazione verbale è una caratteristica tipica dell’uomo, ma il cane preferisce quella non verbale poiché gli risulta più semplice collegare il gesto alla parola. Nonostante ciò, lui possiede la capacità di imparare circa un’ottantina di vocaboli umani, infatti riesce a collegare la parola “cibo” all’arrivo del pasto e la parola “palla” all’inizio di un gioco; risulta fondamentale utilizzare frasi semplici e concise per facilitare l’apprendimento.  

La comunicazione paraverbale è quella preferita dal cane perché è più attento al tono o all’intonazione della voce, a cui attribuisce significati precisi; non ama i toni alti ed il parlare velocemente perché viene sovrastimolato, si irrita o si spaventa. Risulta più opportuno parlare a bassa voce e lentamente per essere più autorevoli agli occhi del nostro cucciolo. 

La comunicazione non verbale si verifica attraverso i canali: visivo, tattile, olfattivo, uditivo.
Le principali sfere di comunicazione sono:

  • Postura, ovvero come il corpo si pone nel suo complesso;
  • Gesti, che effettuiamo soprattutto con le mani;
  • Mimica facciale;
  • Aptica, ovvero la comunicazione tattile. 

Per quanto riguarda la postura, il cucciolo è particolarmente sensibile a individuare il portamento del padrone, come la flessibilità, ossia il corretto modo di accucciarsi rispetto a lui ed anche l’autorevolezza, trasmessa attraverso la posizione ben eretta delle spalle. Queste caratteristiche si evidenziano soprattutto durante la passeggiata, infatti se si ha una postura corretta si dà al cane la direzione e la voglia di fidarsi di noi, in caso contrario ci ritroveremo a doverlo strattonare, trascinare o addirittura a farci trainare da lui.

I gesti rappresentano le parole e dovrebbero essere molto chiari affinché il cane li impari rapidamente e li metta in pratica; quindi si devono evitare troppi gesti per indicare lo stesso significato e non farli assomigliare tra loro. 

In ogni caso, per il vostro cucciolo, affidatevi sempre al vostro istinto e all’amore che provate per lui, dosando, come solo voi sapete fare, disciplina ed affetto.

Un cane contribuisce al benessere personale.

Il Cane da compagnia e il benessere personale

La figura del cane è sempre associata a quella dell’uomo, sia come suo migliore amico che come padrone. Lo stesso legame che si crea quando una madre da alla luce un bambino lo da l’animale domestico quando inizia a fare parte della famiglia.

Il cane ripone la sua fiducia nel padrone e infatti riconoscerà l’odore e lo memorizzerà per sempre. Vari studi ritengono che i cani provino le stesse o simili emozioni che prova l’uomo, per esempio è ampiamente dimostrato che il pianto è un meccanismo di dispiacere e delusione del tutto simile a quello umano.

Gli animali domestici, in particolare modo i cani ma anche i cavalli, vengono ampiamente utilizzati negli IAA ovvero Interventi Assistiti con gli Animali. I cani riescono a svolgere il ruolo di mediatori nei processi terapeutico-riabilitativi ed educativi.

Sono numerose le prove scientifiche che dimostrano l’efficacia della Pet-Therapy con l’utilizzo di animali da compagnia. Gli IAA si rivolgono in particolare modo alle categorie più fragili di persone, come per esempio malati, bambini, anziani o persone con disabilità.

L’atto di prendersi cura di un altro essere vivente aumenta il senso di responsabilità dell’individuo e migliora il suo carattere. I bambini ne beneficiano anche dal punto di vista psicologico e motorio e sviluppa una capacità empatica nel soggetto.

Molti studi ed articoli approfonditi parlano di questa tematica, secondo noi un cane aiuta a diventare persone migliori!